giovedì, 03 gennaio 2008
Lo confesso, il post di oggi doveva essere un altro. Non amando molto gli articoli rituali a commento delle celebrazioni da calendario, avevo pensato a qualcosa di leggero, bizzarro, adatto al clima festaiolo di questo periodo, anche un po’ sciocco a ben guardare, ma idoneo a rinfrancarmi lo spirito dopo tre giorni complessi.
Non era però quello che volevo veramente comunicare. In realtà, più di ogni altro, sento il bisogno di fissare  la giornata di ieri che è stata al contempo brutta, bella, ordinaria e particolare. Una giornata qualsiasi, dunque, ma di un anno tutto nuovo. Ho reincontrato un vecchio amico – le vie della rete sono infinite – dopo quasi dieci anni, ho messo insieme una lettera che chiedeva di essere scritta, ho avuto la conferma che l’amicizia, quella vera tra uomo e donna che molti dicono sia impossibile, è un tesoro raro. Ho stabilito con me stessa che non farò bilanci dell’anno appena trascorso, non stilerò elenchi di buoni propositi per quello appena iniziato; cercherò solo di avere cose da fare, trovare la buona volontà per farle e cavalcare le onde.
Bentornato Luca.
Grazie Ruggero, per la spalla, le parole, la schiettezza, il buonsenso, il tempismo. 
Buon anno a tutti.
postato da: NikCustardinpie alle ore 15:03 | Permalink | commenti (2)
categoria:pensieri, riflessioni, vita, diario, amici, amicizia, sentimenti, passione, desideri
domenica, 30 dicembre 2007
Ne abbiamo tutti. Tutti abbiamo un nucleo pulsante che celiamo al prossimo, un piccolo luogo sicuro dove conserviamo la nostra essenza. Spesso è sopito; alcune volte vorrebbe espandersi verso l’esterno ma rimane confinato nei limiti della coscienza, altre, questo puro distillato di noi, risale in superficie per capillarità e ci lascia sorpresi e impreparati.
Non se ne parla facilmente. Non io almeno. Ne scrivo: riflessioni su un diario segreto, lunghe lettere, frammenti di dialoghi. Domande lasciate in sospeso, non esternate, ma che desiderano ugualmente una risposta. Chiedere è difficile. E non ci si può  aspettare che gli altri, le persone giuste, solo quelle che noi vorremmo, colgano questa esigenza, che la percepiscano, non razionalmente, ma  come emanazione di noi, come energia magnetica, come onde che fanno vibrare l’aria, dandoci le risposte che cerchiamo. Vorrei, vorrei.
postato da: NikCustardinpie alle ore 09:34 | Permalink | commenti (10)
categoria:pensieri, riflessioni, vita, diario, sentimenti, passione, desideri
martedì, 04 dicembre 2007

 

Leggevo questo articolo stamattina e mi sono chiesta se veramente sia come dice Sergio Benvenuto, psicanalista. Non sono sicura che sia solo una questione di target, di livelli di desiderabilità da mettere a fuoco. Non sono nemmeno tanto convinta che possa dipendere da una "berlusconizzazione" dell'eros, che pure esiste. Mi lascia anche perplessa la motivazione dell'isteria soprattutto femminile (ovvio).

Ma non è che innamorarsi sia sempre stato difficile? Non è che da adulti lo sia di più per via della zavorra che ineludibilmente ci si porta sulle spalle? Non è che tutti corrono sempre e non si abbia il tempo materiale per stringere rapporti che possano essere preludio di un innamoramento? Chi ha mai detto che una volta ci si innamorava di più? Forse ci si sistemava a un certa età, si cercava un modus vivendi che fosse di reciproca soddisfazione e che salvasse una certa apparenza, una sorta di contratto commerciale. Ora i termini del contratto sono cambiati. Non ci si accontenta della sistemazione, si vogliono i sentimenti. O per lo meno ce li si aspetta. Ma non si ha tempo per coltivarli. Mai. Viviamo in un alveare impazzito, con un ronzio di fondo assordante, altro che morte della fantasia. E soprattutto con l'età ci si rende conto che gli opposti non si attraggono, sfatiamolo questo mito. Gli opposti s'incazzano tra di loro, si danno i nervi a vicenda e a vicenda si mandano a quel paese. Fine di un amore. Molto meglio: Dio li fa e poi li accoppia. Ma poi si cade nella trappola degli impegni di lavoro, dei figli, della stanchezza cronica. Si diventa ciechi, muti e sordi. Soprattutto ci si dimentica della levità che certe questioni richiedono, dello stupore dell'infatuazione. Ci si scorda che l'innamoramento vive soprattutto per se stesso e che domanda sempre una buona dose d'incoscienza.
postato da: NikCustardinpie alle ore 12:20 | Permalink | commenti (1)
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