venerdì, 12 ottobre 2007

John Cusack mi piace perchè ha l'aspetto dell'uomo medio: quarantenne, fisico discreto, nè brutto nè bello, tranquillo, impiegato come attore, recita, produce, scrive. E' un tipo dagli occhi sorridenti, quello con cui puoi andare tranquillamente a berti una birra o in pizzeria, per una serata di chiacchiere e risate.
John Cusack mi piace anche perchè ha una voce bellissima, bassa e profonda, calda e tranquilla, é un abbraccio. Potrei stare ad ascoltare per ore un uomo che avesse una voce così, basterebbe che leggesse per me un brano qualunque di un libro qualunque, con una voce come quella si può fare a meno della lirica.
John Cusack mi piace soprattutto perchè è un blogger eccellente, attento, impegnato. Ha uno spazio sull' Huffington Post, un sito di news nonchè aggretatore di blog di ispirazione liberale che tratta
soprattutto di politica e società. Nelle ultime due settimane ha scritto diversi pezzi incentrati su una lunga discussione avuta con Naomi Klein, a proposito del suo ultimo libro The Shock Doctrine: The Rise of Disaster Capitalism, appena pubblicato anche in Italia con il titolo Shock Economy - L'ascesa del capitalismo dei disastri (ricordo che Naomi Klein è anche l'autrice del precedente No Logo). Oltre ai brani scritti, John Cusack ha inserito nel suo blog il video della chiacchierata A prescindere dall'importanza del libro, indiscutibile, mi è molto piaciuto il modo di parlarne: lui, lei, attorno a un tavolo di cucina. Una intervista informale, non urlata, una conversazione lunga su temi drammatici e importanti, lui che fa domande, lei che risponde, chiarisce, spiega. In maniera rilassata e comprensibile. Ci sarebbero stati bene due bicchieri di vino rosso. Che bello sarebbe poter parlare sempre così, magari non solo dei massimi sistemi, ma anche di vita, di sensazioni, di passioni. E condividere silenzi. Anche in televisione.
Ulteriore ragione per la quale mi piace John Cusack: è stato Lloyd Dobbler, uno dei personaggi più incredibilmente romantici, nel senso letterario del termine, del cinema giovanile degli anni 80, "I don't want to sell anything, buy anything, or process anything as a career. I don't want to sell anything bought or processed, or buy anything sold or processed, or process anything sold, bought, or processed, or repair anything sold, bought, or processed. You know, as a career, I don't want to do that." (Say Anything - 1989).


 

Qui potete vedere il video dell'intervista a Naomi Klein