Lo spam è sempre fastidioso, di qualunque genere esso sia. Quello classico via mail è il meno odioso perchè talmente plateale e diffuso che è facile schivarlo ed eliminarlo (a meno che non si sia realmente interessati al penis enlargement o alle pillole di viagra).
Invece, quello che veramente m'infastidisce è lo spam piccolo e subdolo che alcuni fanno all'interno di gruppi di discussione, forum, comunità varie. Lo considero un atto di profonda maleducazione e contrario alla più elementare netiquette. Esempio pratico: nel forum dei Bocciofili della Domenica, aprire un thread con una scusa qualunque (un test sulle ultime bocce in commercio) e incollare un link che rimanda al proprio blog personale. Ecco, questo mi irrita profondamente, mi fa capire che a questo utente le discussioni sulle bocce non interessano così tanto, se non in funzione di quanto scritto sul suo spazio e solo in proporzione di quanti visitano poi la sua pagina, facendo girare il contatore. Non è bello, non è delicato approfittare della casa altrui, specialmente quando in questa casa ci sono già spazi adatti allo scopo. Ancor peggio: reiterare e insistere. Macno, un caro amico ha scritto al riguardo: "È come se uno entrasse in casa d'altri con un cartello appeso al collo con su scritto il proprio indirizzo, e complimentandosi col padrone di casa per l'arredamento intanto sussurrasse agli ospiti: "dài, che poi si và da me, eh?". Dalle mie parti questo si chiama l'Ammiccamento del Paraculo Ingordo." E un'altra amica, Tittirossa ha sottolineato che si tratta di rispetto della netiquette "che è quella cosa che ti impedisce ti metterti le dita nel naso prima di dare la mano a qualcuno, o di ruttargli in faccia mentre ti sta parlando, o di palpare il culo alla sua signora mentre te la presenta."
Questione di netiquette, appunto. Mi chiedo: ma non si usa più? E' una cosa uscita dall'imaginario comune degli utenti della rete? O è come parlare di DOS a chi è nato nell'epoca di Windows? Esistono punti fermi che sono fondamentali al buon funzionamento dei rapporti sul web, a maggior ragione oggi che è tanto affollato. Perchè la richiesta di rispetto di poche regole basilari viene scambiata per aggressività? Sopporto malamente il politicamente corretto sempre e comunque. Non necessariamente ci deve essere spazio per tutti, non necessariamente tutti possono affermare tutto. Non necessarimente bisogna accettare in silenzio. Il rispetto per l'altro, la libertà di non venire molestati dai bloggovendoli del web, di non doversi confrontare continuamente con l'ego ipertrofico e frustrato di tanti che della rete fanno uso e abuso dovrebbe essere il linguaggio comune su cui costruire la vera comunicazione. Non l'autoreferenzialità, non l'autocitazione. E' un po' come vedere il personaggio dell'onorevole nei vecchi film anni '50 che si presenta con: piacere, sono l'onorevole cavalier professor Trombetta. Verrebbe da rispondergli: e allora?
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