giovedì, 24 gennaio 2008

Il Diario Semistupido ha traslocato qui:

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Grazie a tutti, come sempre.

postato da: NikCustardinpie alle ore 10:34 | Permalink | commenti (1)
categoria:blog
martedì, 18 dicembre 2007

Lo spam è sempre fastidioso, di qualunque genere esso sia. Quello classico via mail è il meno odioso perchè talmente plateale e diffuso che è facile schivarlo ed eliminarlo (a meno che non si sia realmente interessati al penis enlargement o alle pillole di viagra).

Invece, quello che veramente m'infastidisce è lo spam piccolo e subdolo che alcuni fanno all'interno di gruppi di discussione, forum, comunità varie. Lo considero un atto di profonda maleducazione e contrario alla più elementare netiquette. Esempio pratico: nel forum dei Bocciofili della Domenica, aprire un thread con una scusa qualunque (un test sulle ultime bocce in commercio) e incollare un link che rimanda al proprio blog personale. Ecco, questo mi irrita profondamente, mi fa capire che a questo utente le discussioni sulle bocce non interessano così tanto, se non in funzione di quanto scritto sul suo spazio e solo in proporzione di quanti visitano poi la sua pagina, facendo girare il contatore. Non è bello, non è delicato approfittare della casa altrui, specialmente quando in questa casa ci sono già spazi adatti allo scopo. Ancor peggio: reiterare e insistere. Macno, un caro amico ha scritto al riguardo: "È come se uno entrasse in casa d'altri con un cartello appeso al collo con su scritto il proprio indirizzo, e complimentandosi col padrone di casa per l'arredamento intanto sussurrasse agli ospiti: "dài, che poi si và da me, eh?". Dalle mie parti questo si chiama l'Ammiccamento del Paraculo Ingordo." E un'altra amica, Tittirossa ha sottolineato che si tratta di rispetto della netiquette "che è quella cosa che ti impedisce ti metterti le dita nel naso prima di dare la mano a qualcuno, o di ruttargli in faccia mentre ti sta parlando, o di palpare il culo alla sua signora mentre te la presenta."

Questione di netiquette, appunto. Mi chiedo: ma non si usa più? E' una cosa uscita dall'imaginario comune degli utenti della rete? O è come parlare di DOS a chi è nato nell'epoca di Windows? Esistono punti fermi che sono fondamentali al buon funzionamento dei rapporti sul web, a maggior ragione oggi che è tanto affollato. Perchè la richiesta di rispetto di poche regole basilari viene scambiata per aggressività? Sopporto malamente il politicamente corretto sempre e comunque. Non necessariamente ci deve essere spazio per tutti, non necessariamente tutti possono affermare tutto. Non necessarimente bisogna accettare in silenzio. Il rispetto per l'altro, la libertà di non venire molestati dai bloggovendoli del web, di non doversi confrontare continuamente con l'ego ipertrofico e frustrato di tanti che della rete fanno uso e abuso dovrebbe essere il linguaggio comune su cui costruire la vera comunicazione. Non l'autoreferenzialità, non l'autocitazione. E' un po' come vedere il personaggio dell'onorevole nei vecchi film anni '50 che si presenta con: piacere, sono l'onorevole cavalier professor Trombetta. Verrebbe da rispondergli: e allora?

sabato, 20 ottobre 2007

E' stata la notizia del giorno ieri. Ne stanno parlando tutti da quando è comparso l'articolo su Repubblica.it. La rete si è mobilitata, sono stati aperti forum, discussioni, scritti articoli, commenti, iniziate raccolte di firme e petizioni. Ne ho voluto parlare anche io sul gruppo Brain2Brain di aNobii perchè un confronto con gli altri su questo argomento mi sembrava utile e indispensabile.

Lo dico chiaramente: una legge come questa è necessaria quanto un attacco di febbre malarica. Come se non ce ne fossero altre più urgenti e con una vera ragione d'essere. Vogliamo parlare di quella contro la violenza sulle donne? O di una legge contro lo stalking (copio da Wikipedia: ...atteggiamenti tramite i quali una persona affligge, perseguita un’altra persona con intrusioni, appostamenti, tentativi di comunicazione ripetute e indesiderate, come ad esempio lettere, telefonate, e-mail, sms, tali da provocare nella "vittima" ansia e paura, e da renderle impossibile il normale svolgimento della propria esistenza) che non esiste in Italia? Rimettere in discussione la legge sulla procreazione assistita era troppo disturbo? No, la massima priorità nel nostro paese è la creazione di uno speciale registro, il ROC, per chiunque tratti con prodotti editoriali, cioè "qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso" (Primo comma dell'Art. 2 del DDL 3 agosto 2007, approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre scorso), come se non fossimo già al 35° posto nell'indice mondiale per la libertà di stampa stilato da Reporters sans Frontieres, dopo Estonia (3), Lettonia (11), Trinidad e Tobago (19), Costa Rica (21), Ghana (29).

Ovviamente Grillo ne ha parlato sul suo blog. Non sempre Grillo mi piace, anzi, ma quando sostiene che questa legge determinerà la morte della rete, ha ragione. Una legge del genere è un attentato alla più semplice libertà di espressione, un voler controllare chi scrive e cosa si scrive, un accentrare nelle mani del potere costituito la facoltà di decidere chi potrà dire la sua e chi no. Altro che 35° posto. Altro che controlli contro la diffamazione.
Ma la diffamazione non è già reato? Non è già penalmente perseguibile? A chi fa paura la libertà che nasce dal basso della rete? Perchè per l'approvazione di questo disegno di legge non ci sono state le solite schermaglie maggioranza/opposizione, no, tutti compatti e uniti a tutelare il prodotto editoriale altrui.
Quello che mi amareggia di più (ho superato la fase della rabbia ormai) è che questo abominio è stato partorito da chi siede al governo, "Le Sinistre", che io ho a suo tempo votato anche nella speranza di vedere cambiare, non tanto le cose in generale, quanto quell'aria stantia di subcultura che si era respirata dal 2001. Un disegno di legge così concepito me lo sarei aspettato da un Giovanardi, un Castelli, un Cicchitto, non da uno qualsiasi della maggioranza di questo governo. Rifaccio la domanda: a chi fa paura la rete? Secondo questo articolo del Telegraph "Internet spaventa i politici. Non la possono controllare, così la percepiscono come una minaccia; i siti web e i blog richiedono tempo e sono pericolosi, contenendo parole che possono essere usate più tardi contro di loro. Quale altra spiegazione ci può essere per il fatto che solo 30 su 650 ministri del Parlamento [inglese] hanno un blog? Un blog non costa nulla e offre una opportunità di bypassare i filtri dei media tradizionali e degli editori, per raggiungere direttamente chi è chiamato al voto." E in Italia? La situazione è ancora più grave, perchè non solo la blogosfera viene vista come una minaccia (la diffamazione!), dai politici di professione e da molti tra quelli che fanno informazione nell'ambito dei più tradizionali organi, ma anche perchè il tutto è mescolato a una certa ignoranza di fondo, a una totale mancanza di conoscenza del mezzo e delle sue potenzialità.

La Rete, questa entità sconosciuta, inafferrabile e altrettanto spaventosa.