Della grande famiglia del web 2.0 fa parte una comunità chiamata 43things. E’ uno spazio virtuale dove chi s’iscrive condivide la lista dei propri obiettivi e speranze. I propri sogni, in breve.
Ci sono anche io. Mi ero iscritta lo scorso agosto e poi me ne sono dimenticata; solo ieri mi è tornata in mente questa cosa. Mi sono chiesta: perché si sente il bisogno di mettere nero su bianco gli obiettivi di una vita, piccoli o grandi che siano? Perché volerli condividere?
I sogni, se restano inespressi, non comunicati, rimangono evanescenti. Quello che si scrive, invece, permane, si può ricordare, rivedere, ripensare, modificare. E’ più vero.
I sogni comunicati diventano impegni precisi, dichiarazioni d’intenti, progetti.
Ho sempre creduto che sognare ad occhi aperti fosse una specie di strategia, il primo passo – quello fondamentale – per partire alla conquista di quello che si desidera, anche ora a questa età, soprattutto a questa età. Chi non sogna non desidera, chi non desidera è un po’ meno vivo ogni giorno. Perché non sogniamo di più?
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